Quando la gente raccolta nel santuario dei Chen si svegliò, all'alba, e si avviò a offrire la frutta e i cibi che aveva preparati, non trovò più il monaco cinese ai piedi della torre. Si interrogarono e cercarono intorno smarriti, senza trovare nessuno. "Quei buddha viventi ci sono sfuggiti!"
Non restò loro che recare le offerte in cima alla torre e bruciare carta moneta. D'allora in poi celebrarono scrupolosamente i quattro grandi sacrifici dell'anno e i ventiquattro minori. Inoltre non trascorreva giorno senza che qualcuno bruciasse incenso per impetrare protezione da pericoli, guarigioni, matrimoni o discendenza.
Bruciaprofumi ardono senza sosta,
Fiamma perenne in lampade di giada.
Quanto ai portatori di folgore e ai quattro pellegrini, in breve tempo giunsero in vista della capitale Chang'an.
L'imperatore Taizong, che aveva accompagnato alla partenza il monaco Tripitaka tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù, fin dal sedicesimo anno aveva fatto costruire la torre Attesa delle Scritture al passo di Xi'an. Taizong vi si recava puntualmente una volta l'anno, nella speranza che l'attesa si compisse. Là si trovava quel giorno, quando vide il cielo a occidente incendiarsi di riflessi colorati di buon augurio, mentre spirava una brezza profumata.
I vajrapani si erano fermati in cielo e spiegavano a Tripitaka: "Santo monaco, qui sotto c'è la città di Chang'an. Noi non possiamo scendere, perché i suoi abitanti sono furbi e ci riconoscerebbero subito. Tutto sommato sarà meglio che neppure il grande santo Scimmiotto e i suoi compagni scendano giù. Fate voi un salto a consegnare le scritture al vostro sovrano; noi vi aspettiamo qui, per ritornare insieme a voi e render conto della missione compiuta."
"Non è un suggerimento pratico" obiettò Scimmiotto. "Come farebbe il maestro a portare i sutra? E non sa nemmeno condurre il cavallo, che lo deve pur aiutare. Bisogna che provvediamo noi. Abbiate la pazienza di aspettarci, e state certi che non faremo ritardi indebiti."
"Ricordatevi che Guanyin si è impegnata con il Buddha a concludere andata e ritorno in otto giorni, per completare la cifra del canone. Sono già trascorsi più di quattro giorni; non vorremmo che venisse a galla l'avidità di Porcellino e ci facesse superare il tempo assegnato."
"Ma quale avidità, maleducati!" replicò Porcellino ridendo. "Il maestro è diventato un buddha, e spero di riuscirci anch'io. Non vi faremo ritardare."
Il bestione si mise in spalla il bilanciere, Sabbioso tirò il cavallo e Scimmiotto prese per mano il maestro; abbassarono la loro nuvola e presero terra accanto alla torre Attesa delle Scritture.
Taizong e il suo seguito scesero dalla torre ad accoglierli: "Eccovi arrivato, caro fratello!"
Tripitaka si inchinò fino a terra. Taizong lo aiutò a rialzarsi con le sue mani e gli chiese: "Chi sono quei tre?"
"Sono i discepoli che ho ricevuto lungo il cammino."
"Sellate un cavallo della mia carrozza" ordinò l'imperatore agli ufficiali del seguito, "e pregate mio fratello di montarlo. Ritornerò a corte con lui."
Tripitaka lo ringraziò della condiscendenza e si mise in sella. Il grande santo lo seguiva roteando la sua sbarra cerchiata d'oro; Porcellino e Sabbioso portavano i bagagli e reggevano le briglie del cavallo-drago. Fu così che fecero il loro ingresso a Chang'an, al seguito della carrozza imperiale.
Fu festeggiato con un gran banchetto
A cui partecipò tutta la corte
Quel ritorno dall'Ovest. Anni prima
Al bonzo che officiava il grande rito
Funebre, fu affidata una missione
Con le dovute credenziali. I sutra
Sono stati concessi ai viaggiatori.
Compiuta la penosa distruzione
Dei diavoli, e compiuta la missione,
Ritorna e viene ricevuto a corte.
Quella mattina i monaci del Monastero di Vasta Benedizione di Chang'an constatarono sorpresi che i pini accanto all'ingresso rivolgevano le loro chiome a oriente.
"È strano!" esclamavano. "Come avranno fatto a deformarsi in quel modo? Durante la notte non ha nemmeno soffiato il vento."
Uno di loro, antico discepolo di Tripitaka, gridò: "Indossiamo subito gli abiti da cerimonia! Il maestro in cerca delle scritture è ritornato!"
"Come lo sai?"
"L'anno in cui partì, ci disse: 'Qualche anno dopo la mia partenza, terrete d'occhio i rami di questi pini; quando si volgeranno a oriente, il mio ritorno sarà prossimo.' E le parole del nostro maestro sono sante parole di un buddha."
Si vestirono subito e uscirono dal convento; quando giunsero nel viale occidentale, lo trovarono pieno di folla. La gente diceva: "È ritornato l'uomo che era partito alla ricerca delle scritture. Sua maestà, il Signore di Diecimila anni, gli è andato incontro e lo accompagna in città."
I monaci si affrettarono e videro il corteo imperiale, ma non osarono avvicinarsi: si accontentarono di seguirlo a distanza. Il corteo sfilò fino all'ingresso del palazzo imperiale; Tripitaka fu introdotto, mentre i discepoli e il cavallo-drago restavano in attesa ai piedi della scalinata.
Taizong ordinò che suo fratello sedesse accanto a lui, e ne fu profusamente ringraziato. Poi Tripitaka fece trasmettere la richiesta di portare i sutra; i discepoli entrarono nella sala e Scimmiotto consegnò le scritture all'ufficiale di servizio.
"Quanti sono? Come li avete ottenuti?" chiese l'imperatore.
"Arrivati al Monte degli Avvoltoi, il Buddha ebbe la bontà di invitarci a pranzo e ordinò ad Ânanda e Kâsyapa di consegnarci le scritture; ci chiesero una mancia, ma noi non l'avevamo preparata. Quando ripartimmo con i sutra, un vento diabolico li disperse; il mio giovane discepolo riuscì a raccoglierli, ma ci accorgemmo che erano rotoli bianchi, senza segno di scrittura. Che spavento! Ritornai dal Buddha a implorarlo, e lui disse: 'Per recitare qualche rotolo di sutra sono state chieste trentatré pinte di polvere d'oro, ma è un prezzo inadeguato.' Dunque era al corrente delle pretese dei suoi rispettati discepoli, e non le condannava: per avere rotoli scritti, mi toccò dare la ciotola d'oro che vostra maestà mi aveva regalato. Ho ricevuto una scelta tratta da trentacinque diverse opere; in totale sono 5048 rotoli: e questo sarà il canone."
Taizong fu soddisfatto delle spiegazioni, e ordinò al servizio dei banchetti di aprire il padiglione orientale per prepararvi un grande festino di ringraziamento. A questo punto, notò lo strano aspetto dei tre discepoli e commentò: "I vostri eminenti discepoli hanno davvero un'aria esotica."
Il reverendo si prosternò: "Il più anziano si chiama Scimmiotto, in religione Consapevole del Vuoto, detto il Novizio. È originario della Grotta del Sipario Torrenziale sul Monte di Fiori e Frutti, nel paese di Aolai nel continente orientale. Il Buddha lo aveva chiuso in un cofano di pietra sotto una catena di montagne, al confine occidentale del nostro paese, per certi disordini che aveva provocato in paradiso cinquecento anni fa. Si è convertito grazie alle esortazioni di Guanyin. Quando sono arrivato da quelle parti, l'ho liberato. Devo molto alla sua protezione. Porcellino, in religione Consapevole delle Proprie Capacità, detto Otto Divieti, viene dalla Grotta della Passerella di Nuvole, sui monti Fuling. Quando l'ho incontrato, faceva il mostro nel villaggio dei Gao, nel Tibet; anche lui era stato preparato da Guanyin, e ho potuto assumerlo grazie all'aiuto del Novizio. Ha portato i bagagli per tutto il viaggio, ed è uno specialista nella traversata di corsi d'acqua. Il terzo discepolo si chiama Sabbioso, in religione Consapevole della Purezza; era una creatura malefica del Fiume delle Sabbie Mobili, convertito da Guanyin. Quanto al cavallo, non è quello che mi aveva donato vostra maestà."
"Come mai?" si stupì Taizong. "Ha lo stesso aspetto."
"Quel cavallo fu divorato da un drago al Torrente del Dolore dell'Aquila, sul Monte del Serpente Acciambellato. Il Novizio interpellò Guanyin e seppe che si trattava del figlio del drago dei mari occidentali; anche lui aveva i suoi trascorsi, e la pusa lo aveva convinto a riscattarli e a rifarsi una vita servendomi in qualità di cavalcatura. Nell'andata ha portato me, nel ritorno la maggior parte dei sutra. Ha saputo superare ripide cime e passi pericolosi: devo molto alla sua forza."
Taizong li elogiò senza riserve e domandò: "A conti fatti, quale distanza avete dovuto coprire?"
"Guanyin diceva che si trattava di cento ottomila li; io confesso di non aver tenuto il conto. So che sono trascorsi quattordici inverni e quattordici estati, e che un giorno dopo l'altro ci trovavamo davanti montagne, o immense foreste, o gran distese d'acqua. Abbiamo attraversato molti regni: vi mostrerò i loro visti sul passaporto. - Discepoli, presentate a sua maestà i nostri documenti."
Taizong spiegò il passaporto e lesse: 'Rilasciato tre giorni prima della luna piena del nono mese del tredicesimo anno dell'Era Contemplazione della Virtù.' Commentò sorridendo: "Che lungo viaggio! Ormai siamo nell'anno ventisettesimo."
Guardò con curiosità i sigilli dei paesi degli Elefanti Sacri, del Gallo Nero, di Carrolento, del Paese delle Donne dei Liang dell'Ovest, di Jisai, di Viola Porpora, di Cammello Leone, di Bhiksu, di Distruzione della Legge, oltre ai timbri delle prefetture di Fengxian, Yuhua e Come l'Oro. Alla fine dell'esame, il documento fu restituito.
Quando l'ufficiale di servizio annunciò che il pranzo era servito, l'imperatore scese dal trono e prese Tripitaka per mano: "Non mi pare che i vostri discepoli siano molto pratici di etichetta. Sanno stare a tavola?"
"Vostra maestà consideri che appartengono al ceto dei mostri di campagna: non hanno familiarità con le finezze della sacra corte cinese. Oso sperare che vostra maestà vorrà essere indulgente."
"Ma certo, non me la prenderò" rispose Taizong sorridendo. "Sono senz'altro scusati, e invitati a partecipare al banchetto nel padiglione orientale."
Tripitaka tornò a ringraziare sua maestà di tutte le sue bontà e fece segno ai tre di seguirlo. Quando entrarono nella sala del banchetto, si resero conto che il grande impero della Cina non aveva uguali:
Le porte sono parate di ricami dai vivi colori, il suolo è coperto di tappeti rossi. Intensi e rari profumi salgono da piatti ricercati. Le tazze sono d'ambra, le coppe di cristallo, filigranate d'oro e incastonate di giada. Piatti d'oro giallo, ciotole di giada bianca con disegni scolpiti.
Teneri navoni, colocasie candite, splendidi funghi dolci, alghe finissime, vassoi di germogli di bambù allo zenzero, malva al miele. Glutine di grano con foglie tenere di cedrela, orecchiette avvolte in formaggio di soia, vari tipi di felci in polvere, radici pepate, fettine di zucca alla senape. E le frutta sono ancor più varie e ricercate delle verdure: palline e frittelle di cachi secchi, litchi e castagne d'acqua, marroni di Xuanzhou, giuggiole dello Shandong, ginkgo del sud, pere testa di lepre, nocciole, pinoli, semi di loto, uva gigante, noci di torreya, grani di melone, olive di Cina, mele verdi, frutti della sabbia, sagittarie, tenere radici di loto, prugne e corbezzole: non mancava niente.
Si aggiungano i pasticcini al miele e al burro, i vini densi, i tè profumati e tanti insoliti sapori.
Non si finirebbe mai di descrivere le mille ghiottonerie per cui il grande impero della Cina si differenzia dai barbari dell'Ovest.
L'imperatore Taizong sedette al centro; il maestro, i discepoli e i mandarini civili e militari presero posto secondo il rango a sinistra e a destra. Si eseguirono canti e danze solenni. La giornata trascorse piacevolmente.
È degna l'assemblea di Tang e Yu,
Benedetta dai sutra conseguiti.
Prosperità è assicurata per sempre,
Dalla luce del Buddha rischiarata.
Al cader della sera tutti resero grazie all'imperatore e si ritirarono. Tripitaka rientrò nel Monastero di Vasta Benedizione, dove i monaci lo accolsero prosternandosi: "Maestro, non avevamo dimenticato le vostre parole. Quando i rami dei pini si sono volti a oriente, vi siamo corsi incontro."
Il reverendo era allegro e soddisfatto, mentre si installava nella cella del superiore. Porcellino, questa volta, non fece baccano per avere riso o tè; Scimmiotto e Sabbioso erano addirittura gravi e riservati. L'ottenimento della Via aveva spento la loro aggressività. Presto se ne andarono a dormire.
L'indomani Taizong tenne udienza e dichiarò: "Abbiamo trascorso una notte insonne, a pensare all'impresa di nostro fratello, così grande e gravida di conseguenze che è impossibile ricompensarla adeguatamente. Abbiamo pensato qualche parola di debole ringraziamento, un rozzo discorso che non è ancora stato messo per iscritto. Lo detteremo al funzionario di servizio del segretariato imperiale."
E dettò quanto segue(82):
Sappiamo che i due princìpi creano le immagini che si manifestano fra il cielo che ricopre e la terra che regge; esse sono i contenitori della vita. Mentre le quattro stagioni, con l'azione segreta del freddo e del caldo, trasformano ogni cosa pur senza manifestarsi in modo visibile.
Perciò l'esame del cielo e l'osservazione della terra consentono agli ignoranti di comprenderne l'origine, mentre i saggi raramente ne penetrano le combinazioni, anche se hanno ben chiaro lo yin e conoscono a fondo lo yang. Cielo e terra, che inglobano yin e yang, sono facili da capire perché si manifestano per immagini. Yin e yang, che pure sono la sostanza di cielo e terra, sono difficili da penetrare perché non si vedono.
Anche il più stupido sa orientarsi davanti alle immagini; anche il più sapiente può ingannarsi nelle cose invisibili.
Quanto più difficile è la Via del Buddha, che esalta il vuoto, mostra il buio e domina il silenzio, per soccorrere ogni specie di esseri e dominare i dieci orienti! Ineguagliati sono l'efficacia del suo prestigio e la forza dei suoi poteri; essa è grande da contenere l'universo, e fine da non lasciarsi sfuggire il granello invisibile. Non muore e non nasce, attraversa senza età migliaia di kalpa. Nascosta o manifesta, essa porta con sé mille benedizioni, che non hanno smesso di crescere fino ai nostri giorni. È una Via segreta che cristallizza i misteri: chi la segue non ne conosce i confini. La Legge scorre imbevuta di silenzio. Ti chini su di lei: dove sarà la sua sorgente? Come potrebbero i mortali, sciocchi e rozzi, tuffarvisi senza dubbi e confusioni?
L'eminente dottrina è nata nelle terre dell'Ovest. Ha raggiunto la corte dei Han mediante un sogno splendente(83), che illumina i territori dell'Est e vi riversa l'onda della compassione. In quegli antichi tempi, quando i segni erano precisi e la gente vi poneva attenzione, ancor prima che la dottrina si diffondesse in parole, il mondo cambiò. Dove i segni si mostravano, gli uomini si volgevano alla virtù e sapevano onorarla.
Ma quando Egli raggiunse il nirvana e l'ombra si stese su di lui, allontanandolo dal mondo, cessò di rischiarare il chiliocosmo; la doratura delle statue nascose il suo vero volto. Invano quattro volte otto magnifici ritratti riprodussero i suoi lineamenti. Fu allora che divenne necessario diffondere le sue sottili parole, per salvare uomini e animali dai tre cammini della perdizione. L'insegnamento verbale che di lui era rimasto fu diffuso per guidare gli esseri lungo le dieci tappe della salvezza.
Le scritture del Buddha si dividono in Grande e Piccolo Veicolo. Inoltre ci sono: la legge, la trasmissione dell'errore e l'arte della magia, bianca e nera.
Il nostro monaco, il maestro della Legge Xuanzang, è capo e guida della scuola buddista. Fin dall'infanzia ha esercitato la sua attenzione e la sua intelligenza, ed è giunto precocemente a comprendere la triplice vacuità. È cresciuto in purezza intellettuale e ha praticato la condotta che richiede quattro specie di pazienza.
Non vi sono brezza fra i pini o riflesso di luna sull'acqua paragonabili alla purezza della sua persona; né rugiada di immortali o luminosità di perla che irraggino la sua luce.
La sua saggezza supera le relazioni umane, il suo spirito sonda l'informe. Ha trasceso le impurità dei sei sensi con un volo così alto da spanderne lontano il profumo. Rifletteva desolandosi delle deformazioni che la giusta Legge subiva. Spingeva i suoi pensieri alla porta dei misteri, deplorando gli errori che si trovavano anche nei testi meglio recensiti. Voleva riordinare le argomentazioni in base a ciò che aveva appreso, espungere il falso e convalidare il vero, per insegnare la retta via a chi venisse dopo di lui. Perciò il cuore e lo spirito lo spingevano verso un pio viaggio nei puri territori d'Occidente.
Partì con il suo bastone di viaggio per solo compagno, sfidando i remoti pericoli. La neve accumulata nelle albe fredde, o turbinante nella tormenta, gli avrà nascosto la strada; le tempeste di sabbia, nei pomeriggi afosi, gli avranno oscurato il cielo. Ha dovuto percorrere mille leghe di montagne e di fiumi, attraversare fumo e nebbia, sfidare pioggia e gelo. Ma era così ardente nel perseguire la meta, che le prove più dure gli sembravano lievi.
Per quattordici anni ha percorso l'universo occidentale nella sua ricerca della giusta dottrina, attraversando tutti quei paesi stranieri. Ha visitato i luoghi sacri(84) ; nel Parco delle Gazzelle e sul Picco degli Avvoltoi ha contemplato esotiche bellezze. Ha ricevuto le ultime parole dei santi di altri tempi e la dottrina autentica dei saggi più eminenti; ha esplorato sublimi meraviglie e penetrato reconditi misteri. La sua mente ha offerto campo aperto alla Via dei tre veicoli e dei sei comandamenti. L'intero contenuto di cento cofani di canoni scorre dalle sue labbra come un vasto fiume.
Non si contano i paesi che ha percorso; ma i sutra che ha riportato sono in numero finito. Ha ottenuto complessivamente trentacinque opere capitali del Grande Veicolo, per un totale di 5048 rotoli, da tradurre e diffondere in Cina. Ha il merito insuperabile di avere portato le nubi della compassione dall'estremità dell'Occidente a bagnare con la pioggia della legge questo angolo sperduto d'Oriente. La santa dottrina, che era fortemente lacunosa, è restaurata. La moltitudine peccatrice ritrova la buona fortuna: un'acqua redentrice spegne l'incendio che bruciava la casa e salva l'umanità smarrita. Questo raggio d'oro trarrà tutti, attraverso acque torbide e agitate, in salvo sull'altra sponda.
Bisogna tener presente che la caduta è determinata dall'accumularsi di cause malvagie, mentre il bene è fattore di ascesa. L'uomo ne è responsabile con i suoi atti. Perché il cinnamomo che cresce sulla rupe produca fiori, gli occorrono nubi e rugiada; la sporcizia della palude non contamina le foglie del loto che vi cresce. Infatti il loto si attiene a ciò che è puro e pulito, e non si lascia toccare da ciò che è sudicio.
Persino le inconsapevoli piante raggiungono il bene accumulando il bene; a maggior ragione coloro che godono delle relazioni umane. Non saranno lieti di perseguire la felicità mediante fattori felici?
Possano le autentiche scritture diffondersi, e spargere all'infinito i loro benefici come il sole e la luna. Possano quei benefici estendersi e durare a lungo, quanto il cielo e la terra.
Quando la dettatura ebbe termine, fu convocato il santo monaco. Il reverendo attendeva alla porta per poter ricominciare i suoi ringraziamenti. Quando entrò eseguì con molta concentrazione il rituale delle prosternazioni. Taizong lo fece pregare di salire accanto a lui e gli porse lo scritto. Il reverendo lesse e ricominciò a ringraziare: "Lo stile di vostra maestà è elevato come nei tempi antichi; l'argomento è sottile e profondo. Ma vorrei sapere come si intitola."
"Caro fratello, l'ho pensato stanotte per esprimervi la mia gratitudine. Il titolo è: Prefazione alla santa dottrina, ma non so se vi piacerà."
Il reverendo si prosternò e andò avanti con i ringraziamenti. Taizong disse: "I nostri talenti valgono meno delle belle tavolette di giada su cui sono espressi, le nostre parole non sono adatte per iscriverle su bronzo e pietra. Quanto ai classici esoterici, ci confessiamo ignoranti. Questo testo dettato di getto è proprio maldestro, scarabocchi d'inchiostro su tavolette d'oro, frammenti di tegole in una foresta di perle. A ripensarci con un po' di modestia, provo vergogna. Non merito davvero i vostri elogi e la pena che vi date per ringraziarmi."
Questo fu il testo composto dall'imperatore Taizong, che si trova premesso al sutra del Cuore.
Davanti alla composizione imperiale sulla santa dottrina, i mandarini presenti si congratularono, si prosternarono e corsero a diffonderne copie, dentro il palazzo e fuori.
"Non ci recitereste qualcuna delle autentiche scritture?" suggerì l'imperatore.
"Maestà" rispose il reverendo, "queste cose si devono fare in luogo consacrato. Il palazzo non è un posto adatto."
Taizong si rivolse agli ufficiali di servizio: "Qual'è il più impeccabile monastero di Chang'an?"
Il grande letterato Xiao Yu fece un passo avanti e rispose: "Il monastero della Pagoda dell'Oca Selvatica."
Taizong ordinò: "Prendete dunque qualche rotolo dei sutra autentici e accompagnatemi alla Pagoda dell'Oca Selvatica. Prego nostro fratello di venire con noi a leggerci le scritture."
"Discepoli, seguitemi" ordinò il reverendo. E, rivolto a Taizong: "Se vostra maestà vorrà diffondere le scritture, converrà che ne faccia preparare delle copie. Bisognerà conservare gli originali come tesori, da maneggiare con precauzione."
"Seguiremo le vostre istruzioni, fratello" rispose sorridendo Taizong. Ordinò dunque che la Foresta dei documenti e l'ufficio delle redazioni procedessero alla copiatura. Stabilì inoltre che a est della città si erigesse un nuovo Monastero delle Copie.
Il carro imperiale si mosse verso la Pagoda dell'Oca Selvatica, seguito dai mandarini che portavano rispettosamente fasci di sutra. Era stato preparato un alto pulpito per la predicazione, su cui il reverendo salì. Ma in quel momento si diffuse nell'aria un intenso profumo, il cielo si squarciò e vi apparvero gli otto giganteschi portatori di folgore: "Reverendo, bando alle prediche! Posate i sutra! È ora di partire!"
I tre discepoli e il cavallo già cominciavano a innalzarsi. Il reverendo posò il sutra che teneva in mano e dall'alto del pulpito salì dritto al nono cielo. Taizong e il suo seguito si prosternarono e pregarono.
Ottenuti quei sutra in capo a dure prove
Dopo quattordici anni di viaggio ad Occidente,
Dopo tanto soffrire sopra le aspre montagne
Ed acquisiti nove volte nove gran meriti,
Riempiendo il Chiliocosmo, vengono ricondotti
Fra gli eletti. Le terre dell'Est di loro serbano
I sutra riportati.
Monaci eminenti vennero incaricati di celebrare una grande cerimonia dell'acqua e della terra nel Monastero dell'Oca Selvatica, per recitare i sutra autentici del grande canone, in modo da liberare i dannati dalle loro sofferenze e diffondere per l'universo il beneficio ricevuto. Copie dei testi furono diffuse in tutto l'impero.
Intanto gli otto vajrapani avevano ricondotto i pellegrini e il cavallo sul Monte degli Avvoltoi, in tempo per rispettare il termine assegnato di otto giorni. Le divinità della montagna santa si erano raccolte davanti al Buddha per udirlo predicare. I vajrapani introdussero maestro e discepoli e riferirono al Beato: "In conformità dei vostri ordini, abbiamo scortato il santo monaco e i suoi compagni nel paese dei Tang, perché consegnassero i sutra. Vi rendiamo quindi l'ordine ricevuto in lettere d'oro."
Gli interessati si fecero avanti per essere investiti delle loro nuove funzioni.
"Santo monaco" dichiarò solennemente il Buddha, "nella tua vita anteriore tu fosti il mio secondo discepolo Cicala d'Oro. La tua vera anima fu bandita in una reincarnazione nelle terre dell'Est perché eri stato disattento, e con ciò avevi spregiato il mio eminente insegnamento della Legge. Ora ritorni felicemente, dopo aver scrupolosamente conservato la nostra fede e aver acquistato i più alti meriti con la tua cerca delle autentiche scritture. Il tuo attaccamento alla nostra dottrina ti vale il giusto frutto di un'alta promozione: io ti nomino Candana buddha Pieno di Meriti e di Virtù.
"Consapevole del Vuoto, avevi provocato gravi disordini nei palazzi del Cielo e io, con la profondissima potenza della Legge, ti avevo immobilizzato sotto la Montagna dei Cinque Elementi. Per fortuna, al termine della prova voluta dal Cielo, ti sei convertito alla dottrina buddista. Mi sono rallegrato della tua applicazione a contenere il male ed espandere il bene. Hai acquistato meriti assoggettando lungo la strada diavoli e creature malefiche. Per la fedeltà che hai dimostrato da un capo all'altro del viaggio, hai meritato il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino buddha della Vittoria in Battaglia.
"Consapevole delle Proprie Capacità, tu eri una divinità acquatica, Ammiraglio dei Canneti Celesti. Per esserti permesso confidenze con la fata della luna ed esserti ubriacato alla Festa delle Pesche d'Immortalità, fosti condannato a reincarnarti nel mondo di Sotto nel corpo di un maiale. Nonostante i numerosi peccati commessi quando vivevi nella Grotta della Passerella di Nuvole dei Monti Fuling, hai difeso in qualche modo la forma umana e alla fine sei passato alla nostra eminente dottrina. Entrato nella comunità monastica, hai protetto il santo monaco, malgrado il tuo spirito limitato e una sensualità che non sei mai riuscito a dominare completamente. Per i meriti che hai ottenuto portando pesanti fardelli, ti conferisco il giusto frutto di una promozione al posto di Delegato alla Pulizia degli Altari."
"Ma come!" brontolò Porcellino. "Loro diventano dei buddha. Perché io devo fare lo spazzino?"
"Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. "Devi considerare che, al mondo, gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti, e a ogni cerimonia portano molte offerte. Finite le cerimonie, tutte quelle buone cose spetteranno a te. Di che cosa ti lamenti?
"Consapevole della Purezza, tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili, peccavi mangiando esseri umani; ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto, proteggendo il santo monaco. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato."
A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre, ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità, hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste; sarai una delle otto creature eccezionali."
I quattro pellegrini si prosternarono, e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi, al lago Trasformazione del Drago. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago, la pelle si coprì di scaglie dorate, una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe, e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero.
Mentre i buddha lodavano l'eminente Legge del Beato, Scimmiotto si rivolse al monaco cinese: "Maestro, ora che siamo colleghi buddha, non penserete mica di continuare a farmi portare il cerchio d'oro. O magari vi piacerebbe ripetere l'incantesimo per stringerlo? Mi farete il piacere di recitare la formula che lo apre, e io lo farò a pezzi perché quella vecchia pusa maligna non sia tentata di usarlo per giocare brutti tiri a qualcun'altro."
"Non portarmi rancore. A quei tempi eri difficile da maneggiare; bisognava pure adottare qualche mezzo speciale per tenerti sotto controllo. Ora che sei buddha, il cerchio è scomparso: non poteva certo rimanerti incrostato sulla testa. Tocca e verifica."
Scimmiotto si palpò la testa: il cerchio non c'era più.
Il buddha Candana, il buddha della Battaglia, il Delegato alla Pulizia e l'arhat dal corpo d'oro si godevano il giusto frutto; il cavallo-drago aveva raggiunto il nirvana.
La realtà torna in polvere. Rinnòvati,
Unito ai quattro stati. Gli elementi
Ricadono nel vuoto e nel silenzio,
E così i vani nomi dei demoni.
Ha raggiunto Candana il Gran Risveglio,
Alto su ogni pericolo. Si spargono
Ovunque i sutra sulla terra. I cinque
Di non-dualità giungono in vetta.
I cinque presero il loro posto fra gli infiniti convenuti ad ascoltare la predica del Buddha: buddha e pusa, santi monaci, arhat, rivelatori, bhiksu, upâsaka e upâsikâ, divinità di grotte e di montagne, grandi dèi, guardiani, protettori, dèi del giorno e della notte, tudi, maestri e immortali che avevano ottenuto la Via.
Nubi iridate intorno al Picco degli Avvoltoi, nuvole di buon augurio si accumulano sopra il mondo della gioia assoluta.
I draghi d'oro dormono in luogo appartato, la tigre di giada riposa. Lepri nere vanno e vengono, tartarughe strisciano, serpenti si annodano. Fenici verdi e rosse svolazzano allegre. Gibboni neri e cervi bianchi scorrazzano a piacimento.
Fiori straordinari delle otto festività, divini frutti delle quattro stagioni, pini alteri e antichi ginepri, cipressi azzurri e bambù smeraldini, prugni di ogni colore, fiori e frutti, pesche che maturano da diecimila anni. Mille fiori, mille frutti che rivaleggiano in fascino e bellezza sotto un cielo coperto da brume di buon augurio.
La folla, a mani giunte, recitava in coro:
"Namo buddha che accende la lampada dell'antico passato, Dipamkara buddha.
Namo buddha re del cristallo splendente, maestro dei medici, Bhaisajyavaidûrya-prabhâsa-râja buddha.
Namo buddha saggio dei Sâkya, Buddha Sâkyamuni.
Namo buddha del passato, presente e futuro.
Namo buddha di pura gioia.
Namo buddha Vairocana.
Namo buddha del sacro stendardo, Ratnadhvaja-râja buddha.
Namo rispettato buddha Mile, Maitreya buddha.
Namo buddha Emituo, Amithâba buddha.
Namo buddha di longevità senza limiti, Amitâyus buddha.
Namo buddha che conduce alla verità del nirvâna.
Namo buddha dell'indistruttibile diamante.
Namo buddha di luce preziosa, Ratnaprabhâsa buddha.
Namo buddha onorevole re drago, Nâgarâja buddha.
Namo buddha del progresso del bene.
Namo buddha del prezioso splendore della luna, Candraprabha buddha.
Namo buddha che manifesta l'assenza di ignoranza.
Namo buddha Poliuna, Varuna buddha.
Namo buddha Naluoyan, Nârâyana buddha.
Namo buddha di meriti e virtù, Punyapuspa buddha.
Namo buddha di meriti, talenti e virtù.
Namo buddha di buon vagabondaggio, Svâgata buddha.
Namo buddha dello splendore del legno di sandalo, Candanapunya buddha.
Namo buddha della bandiera di gioielli, Manidhvaja buddha.
Namo buddha del lume della torcia di sapienza.
Namo buddha della chiarezza delle virtù del mare.
Namo buddha dello splendore di grande compassione.
Namo buddha re della potenza della compassione, Maitrîbala-râja buddha.
Namo buddha capo dei saggi e dei buoni.
Namo buddha di vasta dignità, Vyûharâja buddha.
Namo buddha dello splendore della virtù dell'oro.
Namo buddha dei chiari talenti.
Namo buddha vincitore di saggezza.
Namo buddha dello splendore della pace del mondo.
Namo buddha dello splendore del sole e della luna.
Namo buddha del perlaceo splendore del sole e della luna.
Namo buddha re vittorioso della bandiera di sapienza.
Namo buddha del meraviglioso suono, Sughosa buddha.
Namo buddha della bandiera di luce perpetua.
Namo buddha della lampada che contempla il mondo.
Namo buddha re vincitore della Legge, Dharmajaya-râja buddha.
Namo buddha dello splendore del Sumeru, Sumeruprabhâsa buddha.
Namo buddha re della forza della grande sapienza, Mahâprajñâbala-râja buddha.
Namo buddha dello splendore del mare d'oro.
Namo buddha della luce universale.
Namo buddha dello splendore dei talenti.
Namo buddha dei meriti e virtù del legno di sandalo.
Namo buddha vittorioso in battaglia.
Namo pusa Guanyin, Avalokitesvara bodhisattva.
Namo pusa di eminente posizione, Mahâsthâma bodhisattva.
Namo pusa Wenshu, Mañjusrî bodhisattva.
Namo pusa Puxian, Samantabhadra bodhisattva.
Namo tutti i pusa dell'oceano di purezza.
Namo buddha e pusa dell'assemblea del Lago di Loto.
Namo tutti i pusa della gioia ultima del Paradiso dell'Ovest.
Namo eminenti pusa, i tremila rivelatori.
Namo eminenti pusa, i cinquecento arhat.
Namo pusa, bhiksu, upâsaka e upâsikâ.
Namo pusa della legge senza limiti.
Namo santi pusa del vajra di diamante.
Namo pusa delegato alla pulizia degli altari.
Namo pusa, arhat dal corpo d'oro e otto gioielli.
Namo pusa dal vasto potere, drago celeste che appartiene alle otto creature eccezionali.
Vogliano così i buddha di tutti i mondi acconsentire a ornare la pura terra del Buddha di meriti e virtù, riconoscenti alla quadruplice grazia del mondo di Sopra e in soccorso di coloro che soffrono nei tre cammini.
Possa chi ne è testimone scoprire la bodhi nel loro cuore e nel loro spirito. Possa rinascere nel paese della suprema felicità e porre fine alle reincarnazioni.
A tutti i buddha dei tre mondi e dei dieci orienti, a tutti i pusa e mahâsattva: Mahâprajnâ-pâramitâ!"
Così finisce la storia del viaggio a Occidente.